LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE

Attualmente la mediazione civile e commerciale è facoltativa o delegata dal Giudice

La mediazione è “l’attività svolta da un terzo imparziale, finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia”. La mediazione è volta dunque a supportare le parti affinché arrivino, autonomamente, alla definizione di una soluzione di reciproca soddisfazione, rendendo superfluo, se possibile, il ricordo alla via giudiziaria.

La mediazione non è un arbitrato, in quanto il mediatore non ha il potere di decidere il merito della questione e di imporre la sua decisione alle parti. E si differenzia anche dalla negoziazione diretta delle parti, che non prevede l’intervento del terzo imparziale e neutrale.

La nuova procedura di mediazione disciplinata dal D.lgs. n. 28/2010 presenta numerosi vantaggi. E’ veloce: la durata massima prevista è di 4 mesi. Ha costi limitati e predefiniti, nonché diverse agevolazioni fiscali. E’ volontaria, nel senso che il buon esito del procedimento e la sottoscrizione dell’accordo sono sempre condizionati alla volontà delle parti. E’ efficace, in quanto l’accordo raggiunto può  essere sottoposto ad omologa dal Tribunale e diventare titolo esecutivo. In caso di mancato accordo, non è compromessa la possibilità di ricorrere in giudizio (o all’arbitrato). Infine è riservata, in quanto nessuna informazione o dato emerso nel corso del procedimento può essere utilizzato al di fuori della mediazione stessa.

Emerge chiaramente la differenza rispetto alla forma classica del giudizio. Nel giudizio (ma anche nell’arbitrato) la decisione è demandata al terzo, che ha il potere di imporla alle parti e che procede secondo Diritto. La sentenza chiude la controversia, ma non necessariamente risolve il problema tra le parti, anzi solitamente ne acuisce il contrasto. Per questo motivo si ritiene che non sia lo strumento adeguato per risolvere le diatribe in cui le parti continueranno, o potranno continuare, ad avere dei rapporti, come ad esempio nel caso delle relazioni commerciali, del diritto societario o dei patti di famiglia. Inoltre la sentenza, se sicuramente scontenta la parte soccombente, potrebbe anche scontentare la parte vincitrice, che avrebbe voluto di più, o che ha dovuto aspettare troppo tempo o sostenere costi elevati, o ancora che non ha trovato nel Diritto la norma adatta a tutelare il suo interesse specifico.

Nella mediazione sono le parti, coadiuvate dall’azione professionale del mediatore, a costruire la loro possibile soluzione. Soluzione che prescinde dalla definizione dei torti e delle ragioni, o dalle tutele puntuali del diritto, ma si concentra sulla definizione di un punto di incontro dei reciproci interessi. Il mediatore infatti, partendo dall’ascolto e dalla comprensione delle rispettive ragioni, si adopera per la riapertura del dialogo e della comunicazione tra le parti. Il mediatore aiuta a separare il problema dalle persone, le ragioni dalle emozioni, superando i blocchi emotivi che molto spesso fanno naufragare le negoziazioni dirette. Grazie anche all’applicazione di tecniche di comunicazione, negoziazione e gestione del conflitto, il mediatore amplia il campo delle possibili soluzioni. L’accordo finale può arrivare a includere elementi esterni alla questione specifica, abbracciando l’intero perimetro del rapporto tra le parti, allargando il contorno della torta. Si esce quindi dalla logica della soluzione win–lose o ripartitiva (quello che guadagna uno lo perde l’altro), e si entra in quella win-win, detta anche generativa.

In conclusione, la nuova disciplina della mediazione fornisce un nuovo importante strumento di risoluzione delle controversie. L’augurio del Legislatore è che la mediazione riesca ad affermarsi come strumento per gestire in modo snello, economico e consapevole una grande quantità di contestazioni, come già avviene nei paesi anglosassoni, con grande beneficio per aziende e cittadini, in termini di tempi e costi. Specularmene il ricorso alla mediazione consentirà di alleggerire il sistema giudiziario di innumerevoli cause, liberando risorse e mezzi, da dedicare con maggiore efficacia alla risoluzione delle questioni più ostiche e controverse e agevolando un riallineamento della funzionalità del nostro sistema giudiziario agli standard degli altri paesi europei.

Materie che si apprestano all’Istituto della Mediazione:

Locazioni, condominio, comodato, affitto di azienda.

Diritti reali.

Divisioni immobiliari.

Successioni ereditarie.

Patti di famiglia.

Responsabilità medica.

Diffamazione con il mezzo della stampa o di altro mezzo di pubblicità.

Contratti assicurativi, bancari, finanziari.